Greta, morta dopo le dimissioni insieme al bambino che portava in grembo: «Uccisa da una trombosi»
Greta, morta dopo le dimissioni insieme al bambino che portava in grembo: «Uccisa da una trombosi»
Una città intera che si ferma, come se anche le strade, le piazze e le case avvertissero il peso di un dolore troppo grande per essere raccontato. Per Piano di Sorrento oggi è uno di quei giorni. Il giorno dell'ultimo saluto a Greta Astarita, 33 anni, e al piccolo Nicolò, il bambino che portava in grembo e che avrebbe dovuto stringere tra le braccia tra qualche settimana.
Una vita attesa con amore, una mamma giovane, una famiglia che immaginava un futuro diverso. Poi, in poche ore, la tragedia che ha cancellato ogni progetto, lasciando dietro di sé un vuoto difficile persino da nominare. La città si prepara ad accompagnare Greta e il suo bambino nel loro ultimo viaggio, dopo che dall’autopsia sono emersi i primi risultati.
La donna sarebbe deceduta a causa di una trombosi ma saranno le indagini della Procura di Torre Annunziata a dover fare chiarezza sull’intera vicenda in cui risultano indagati dieci sanitari. Il lutto I funerali saranno celebrati nella Basilica di San Michele Arcangelo, dove familiari, amici e cittadini si ritroveranno per stringersi attorno a una famiglia devastata dalla perdita. Prima della cerimonia, il corteo funebre attraverserà le strade cittadine, in una comunità che ha scelto di fermarsi e raccogliersi nel rispetto di una tragedia che ha colpito tutti.
Il sindaco Salvatore Cappiello ha proclamato il lutto cittadino per oggi, dalle 11.30 alle 12.30, in concomitanza con le esequie. Sulla casa comunale le bandiere saranno esposte a mezz'asta per tutta la durata del lutto. Greta Astarita, morta in ospedale con il suo bimbo durante la gravidanza: indagati dieci medici per omicidio colposo Nell'ordinanza, il primo cittadino invita cittadini, scuole, istituzioni e organizzazioni sociali, culturali e produttive a esprimere il proprio cordoglio e a osservare un minuto di raccoglimento alle 11.30, all'inizio della cerimonia funebre.
«Invito tutta la nostra comunità a stringersi ai familiari di Greta e Nicolò in un unico grande abbraccio, silenzioso e profondo», ha scritto il sindaco Salvatore Cappiello. E mentre Piano di Sorrento si prepara all'ultimo saluto, proseguono gli accertamenti sulla morte della giovane mamma e del suo bambino, avvenuta all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. L’inchiesta Dalle prime risultanze delle autopsie eseguite ieri mattina emergerebbe un quadro caratterizzato da uno «stato trombotico massivo», con la presenza di più trombi.
Un elemento che potrebbe contribuire a spiegare il rapido e drammatico peggioramento delle condizioni cliniche della donna. Secondo quanto sostenuto dai legali della difesa dei sanitari, si sarebbe trattato di una condizione imprevedibile. Una valutazione che, tuttavia, dovrà essere confrontata con gli esiti degli esami medico-legali, la documentazione clinica e gli altri elementi raccolti dagli investigatori.
Sarà la magistratura a stabilire la dinamica dei fatti, le cause dei due decessi e l'eventuale sussistenza di responsabilità. La ricostruzione degli ultimi momenti di vita di Greta resta centrale. La donna, al settimo mese di gravidanza, si era rivolta alle strutture sanitarie dopo aver accusato un dolore all'inguine.
Il quadro clinico sarebbe poi peggiorato progressivamente e repentinamente, fino a rendere necessario un intervento d'urgenza. Greta avrebbe dato alla luce il piccolo Nicolò, ma il bambino è morto circa mezz'ora dopo. Anche per la madre, nonostante i tentativi di soccorso, non c'è stato nulla da fare.
Nel disperato tentativo di salvarla, era stato disposto il trasferimento all'Ospedale del Mare di Napoli, ma le condizioni della donna erano ormai inevitabilmente senza possibilità di cura. Un epilogo che oggi pesa come una ferita aperta, mentre gli accertamenti dovranno chiarire che cosa sia accaduto nelle ore precedenti e quali margini di intervento vi fossero. Gli indagati La Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore capo Nunzio Fragliasso, ha iscritto dieci sanitari nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta per l'ipotesi di duplice omicidio colposo: otto medici del San Leonardo e due dell'Ospedale del Mare, coinvolti nel percorso assistenziale della paziente.
Gli avvisi di garanzia consentono di svolgere gli accertamenti nel rispetto delle garanzie previste dalla legge e non costituiscono una prova di responsabilità. Parallelamente, l'Asl Napoli 3 Sud ha effettuato un audit interno per ricostruire l'attività dei professionisti coinvolti. Gli investigatori dovranno confrontare le risultanze autoptiche con le cartelle cliniche, le valutazioni effettuate e la successione degli interventi.
Oggi, però, prima delle indagini e delle domande ancora senza risposta, c'è il dolore. C'è una famiglia che chiede riservatezza, un figlio piccolo che crescerà senza la mamma e una comunità che si raccoglie attorno a due vite spezzate.