Manovra, il testo slitta in attesa dell’Europa. Si cerca intesa con le banche. Non c’è l’Irpef, misure contro il caro energia

Manovra, il testo slitta in attesa dell'Europa. Si cerca intesa con le banche. Non c'è l'Irpef, misure contro il caro energia

Serve tempo. Sarebbe dovuta arrivare oggi in Parlamento, ma la legge di bilancio “buca” la prima scadenza e va ai tempi supplementari. In attesa che Bruxelles batta un altro colpo, definendo i margini della flessibilità chiesta dall’Italia, le “spese” che sarà possibile conteggiare nei 14 miliardi e rotti da destinare all’energia.

Ma lanci segnali anche sulla richiesta di allargare la maglie del patto di stabilità per far fronte alla spirale inflattiva, «dobbiamo vedere come andrà a finire», dice la premier Giorgia Meloni, spiegando che entro il fine settimana arriveranno i primi pareri dall’Ue, decisivi per capire quanto è lunga la coperta di una legge di bilancio che, per tenere i conti in ordine, rischia di avere dalla sua ben poco di elettorale. Dopo due ore e mezzo di vertice a Palazzo Chigi, non è dunque una sorpresa la messa in stand by della manovra che verrà. Ma per arrivare alla fumata bianca la strada appare in salita e irta di ostacoli.

A partire dal contributo chiesto alle banche che divide la maggioranza, con la Lega che fa la voce grossa e Forza Italia che alza gli scudi. E così la presidente del Consiglio, nel confronto con i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini (collegato da Milano), il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, mette in chiaro che bisogna evitare lo scontro con le banche, il muro contro muro. «Cercare il dialogo, una soluzione condivisa, evitando di ricorrere a una tassazione aggiuntiva», rimarca, ricordando che un accordo con gli istituti di credito era già stato raggiunto lo scorso anno, e di durata triennale, e in fin dei conti è il governo ora a chiedere uno sforzo in più.

«Anche se – aggiunge perentoria – i conti devono tornare», della serie che i 5 miliardi di contributo atteso da banche e assicurazioni non si possono eludere, devono trovare spazio tra le voci di bilancio. L’idea che circola è attingere dalla cassetta degli attrezzi già usata. Non una nuova tassa sul modello spagnolo, ma richieste di anticipazioni e una rimodulazione delle dta, ossia di crediti di natura fiscale.

Servirà però ad aprire il dialogo con gli istituti di credito, senza forzare la mano. La stesura delle disegno di legge di bilancio si muove in equilibrio «tra le priorità della maggioranza e i margini finanziari disponibili», che al momento sono fatti di circa 14 miliardi di flessibilità europea e ulteriori coperture per 9 o 10 miliardi. L’ELENCO DELLE MISURE Ma l’elenco dei provvedimenti che si vorrebbe portare a casa è lungo.

Fonti di governo ricordano gli interventi a favore dei giovani e degli anziani, il rafforzamento della sanità, il sostegno alle famiglie e le misure per fronteggiare il costo dell’energia. Dalla lista manca il taglio delle tasse al ceto medio, che dovrebbe prendere la forma dell’estensione fino a 60mila euro di reddito dello scaglione Irpef al 33%. Un tempo misura principe dell’ultima legge di Bilancio della legislatura, la misura ora è sempre più in salita per ragioni di costi e perché gli effetti rischiano di non essere immediatamente percepiti dai beneficiari.

Con la stessa cifra, circa 2,7 miliardi, si potrebbe ad esempio confermare anche dopo il 2027 lo stop al bollo auto, deciso come sostegno alle famiglie contro il caro-carburanti. Le tensioni sui mercati globali e sui prezzi di petrolio e gas, negli ultimi sei mesi, hanno drenato risorse. La posizione di Bruxelles rispetto agli interventi da finanziare con la flessibilità servirà anche a capire come agire per utenti e imprese.

Una parte dei margini concessi dalla Ue sarà infatti destinata a ridurre le bollette delle aziende. Tra gli interventi sottoposti alla Commissione viene spesso ricordata la muova edizione dell’Energy Release, il meccanismo che offre prezzi scontati agli industriali , pensato soprattutto per le imprese energivore. E del sostegno da dare alle aziende che fronteggiano il caro energia si parla a lungo nel vertice a P.Chigi, a caccia di soluzioni.

Un’altra fetta consistente degli spazi sarà poi dedicato agli investimenti. E su questo punto pesa il limite temporale di due anni entro cui realizzare i progetti, che dovranno essere completati per fine 2028. Un paletto sul quale si sta lavorando con Bruxelles.

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